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domenica 17 aprile 2011

Pride and queer cruise


Settima e ultima parte


Due settimane dopo


Chin, Kono e naturalmente Danny Williams e Steve McGarret, sedevano attorno ad un tavolino all’aperto dell’Hilton Hawaiian Village. Si trattava di un posticino elegante dove cenare oppure, come in quell’occasione, gustare un drink pieno di ombrellini multi color.
Danny stava di nuovo raccontando come lui e il suo collega erano riusciti ad incastrare lo stolker intenzionato a fare fuori il governatore Barone. “Il profumo” confidò McGarret.
“Sapete, oltre che Rambo e Chuck Norris, è anche un segugio. Un misto tra Lassie e Rin tin tin!”
“Ma piantala! In ogni modo è così, il mio olfatto ha contribuito a portare sulle tracce di Ellen Browning, al secolo: Joshua Simon”
“Già, il travestito che si occupava del soggiorno dei passeggeri”
“Si era studiato la situazione per mesi” aggiunse Steve “incredibile!”
“Per fortuna che una volta messa a soqquadro la sua cabina, sono uscite fuori tutte quelle prove!”
“Non avendo un mandato di perquisizione ci siamo dovuti infilare di nascosto. Ma era tutto lì: vecchi articoli, mappe, e un hard disk con i file dove aveva appuntato tutti gli spostamenti del Governatore, compreso il progetto della crociera”
“Da bravo hacker è riuscito ad infilarsi nel database dei candidati ideali per arrivare a ricoprire quel ruolo!” Danny sorrise soddisfatto. Ancora fieri di quel risultato, i due amici si guardarono complici prima di brindare. Kono sorrise soddisfatta, mentre Chin mantenne la sua aria austera.


Era mezzanotte passata quando la Camaro di Danny si fermò nei pressi dell’abitazione di Steve. Era inusuale che la guidasse lui stesso, ma siccome all’appuntamento con i loro colleghi della Five 0 c’erano andati con quella, ora a Danny toccava il compito di riportare il capitano a casa.
“Dai, sali!” l’uso dell’imperativo di Steve risultò ancora più dolce in quanto Danny già ne pregustava il proseguo, ‘proseguo’ che da quando una quindicina di giorni prima, i due avevano ripreso contatto con la terra, era stato sempre uguale.
Steve e Danny avevano fatto l’amore ogni sera e ogni notte, proprio come la prima volta durante la crociera. Il flash di quel momento apparve nella mente del Seal all’improvviso facendolo sorridere.
“Pensavo fossi stanco”
“Non lo sono e ora baciami” Steven si piegò sul guidatore il quale smorzando un sorrisetto prima lo ricambiò, poi girò la testa davanti a sé.
“Non riesco ancora a crederci...” oscillò il capo lasciandosi travolgere dalla gioia che gli cresceva in petto.
“Che stiamo insieme?”
“Sì, proprio quello Steven McGarret! Che stiamo insieme! Non so proprio come sia potuto accadere”
“Ora entra e ti do un ripassino” rispose spavaldo. E in un flashback Danny rivisse la loro prima volta.

Si stavano baciando, il letto di quella cabina da mille e una notte accanto a loro. Un’alcova sensuale e romantica, il sogno di tutte le coppiette. Ma, nel loro caso, l’imbarazzo della prima volta li rendeva impacciati. Steve piegò Danny sul letto. Prima di iniziare a spogliarlo lo guardò: quanto mi piaci! Pensò mentre la salivazione che qualche attimo prima si era azzerata, improvvisamente diveniva abbondante. Considerò che se non avesse tenuto le labbra serrate, rischiava di sbavare mentre apriva la camicia. Con la punta delle dita tracciò piccoli cerchi che si allargavano piano, piano. Quando raggiunsero un capezzolo, la collisine provocò un brivido in Steve e un gemito gutturale in Danny il quale pensò: se queste sono le premesse, quando mi tocca oltre l’ombelico rischio seriamente di venire! Provò a darsi una calmata ma le labbra del collega erano tornate sulle sue e l’incalzare del bacio, lungo, passionale, umido, non face altro che rendere l’atmosfera ancora più incandescente. Poi, improvvisamente, la razionalità. “Togliti Steve! Il governatore è ferito, c’è un pazzo che attenta alla sua vita, non ha senso stare qui ad amoreggiare!”
“Finiscila Danno. E poi scommetto che ora lui sta facendo proprio lo stesso. Francisco lo starà consolando per bene” in quel momento le dita trovarono una porzione di pelle sotto la cinta.
Danny avvampò. “Non so quanto sia il caso che tu vada avanti”
“Non saprei proprio come fermarmi” ammise il Seal sorridendo sensuale. “Io ti amo Danny, e voglio fare l’amore con te. E ti assicuro che non c’è forza in cielo o in terra in grado di fermarmi!”
Di fronte a tanta sicumera, il detective si arrese, lasciandosi andare. Abbandonandosi finalmente alla passione, al piacere puro. Quando il palmo del suo superiore diretto gli afferrò il sesso eretto si aggrappò alle lenzuola. Bastarono pochi tocchi decisi a portarlo al culmine. Un estasi quasi dolorosa a cui non era più abituato.
“Cavolo... nemmeno con Emma Botton...” si lasciò sfuggire mentre finalmente il corpo smetteva di contrarsi.
“Chi diavolo è Emma Botton” chiese l’altro ridendo di gusto.
“La mia prima ragazza. La prima alla quale ho concesso di entrare in confidenza con il mio uccello”
“Capisco, mi stai paragonando ad un’adolescente dalla mano lesta. Carino da parte tua!”
“Sì, prendila pure così. Non te lo so nemmeno spiegare quanto ho goduto Steve” abbassò lo sguardo arrossendo.
“Guarda che io ho appena cominciato” rispose. A Danny suonò come una minaccia mentre lo guardava spogliarsi. Uno spettacolo da far impallidire il Crazy Horse! Quando il capitano fu nudo, eccitato e nudo, si sdraiò accanto a lui. Danny si mise di fianco osservandolo. D’istinto gli sfuggì: “Caspita, sei proprio bello!”
“Non sai quante volte ho fantasticato questo momento! Questo preciso istante Danny. Essere nudo davanti a te, mi guardi e ti faccio questo effetto”
“Sapevi che mi facevi questo effetto! Per questo trovavi sempre il modo di spogliarti davanti a me. Per farmi sbavare di fronte alle tue grazie!”
Steve rise: “Sì, lo ammetto, ti provocavo. Ma era solo perché volevo capire se ti piacevo davvero o fosse una mia fantasia”
“Non pensavo che Rambo avesse delle insicurezze”
“Ce l’ha eccome” sorrise abbassando le palpebre mentre si lasciava di nuovo assaltare la bocca.
Danny lo baciò. E quando si staccarono un attimo per riprendere fiato, si fissarono con quell’incredibile senso di dolce inquietudine che coglie tutti gli innamorati la prima volta.
“Ti amo Steve, non ho mai provato qualcosa del genere” ammise improvvisamente serio. Steve capì che era spaventato dalla potenza di quel sentimento e lo rassicurò abbracciandolo. Dopo essersi coccolati per qualche minuto, le labbra di Danny Williams tornarono operose: baciò ogni angolo del viso di Steve, ogni anfratto. Si spostò poi sul collo. Succhiò il pomo, leccò la fossetta poco distante. Nel frattempo il beneficiario di tutte queste attenzioni si agitava spingendo le spalle di Danny verso il basso. “Non essere impaziente!” lo rimproverò il poliziotto.
“Spiegami perché non dovrei”
“Al corso di ‘noi uomini duri’ non vi hanno insegnato a resistere ai miserabili piaceri della carne?”
“Mai voluto resistere ai miserabili piaceri della carne!” ribatté ironico ma davvero stizzito per la lentezza con la quale l’amante aveva intrapreso il cammino verso il ‘caldo’ sud.
Danny si ritrovò tra le labbra la peluria del petto di Steve. Assaggiò la pelle sudata, sperimentando sensazioni sconosciute e assolutamente fantastiche. Sebbene fosse ancora impiastricciato dall’orgasmo consumato pochi minuti prima, il suo sesso tornò vigile. “Fammi godere” sentì sussurrare a Steve con voce roca. Dopo aver superato la distesa degli addominali e le foreste pluviali del pube, la bocca trovò il lungo (e piuttosto largo) baluardo maschile che si erigeva fiero verso l’alto. Danny pensò che sfidava fieramente la legge di gravità. E che non c’era da sorprendersi. Dopotutto era il simulacro della virilità di Steve McGarret, un concentrato di testosterone. Il suo pene non poteva essere ‘normale’. E Danny Williams odiò con tutta la sua forza Chatrine mentre la sua bocca prendeva confidenza con la novità. Steve ondeggiò il bacino spingendosi verso il volto del compagno. Questa volta fu lui a doversi aggrappare alle lenzuola e, come il più normale dei normali, soccombere al piacere che fuoriuscì scompostamente. Danny pensò che se non avesse percepito il sapore di sperma un attimo prima. quel getto così abbondante e violento avrebbe potuto soffocarlo a morte.
No, non c’era niente di normodotato in Steve, tantomeno nelle sue mutande!
“Interessante! Anche Rambo perde il controllo!”
“Interessante, un detective con un tale talento...”
“Davvero? Sono stato bravo?”
A Steve fece tenerezza quella domanda. Cosicché tornò a cercare le labbra. Di nuovo nessuno dei due si preoccupò degli umori nei quali amabilmente sguazzavano. E nessuno dei due si preoccupò di usare precauzioni quando, lasciando Danny al quanto interdetto, Steve catturo tra le dita un abbonante noce del suo liquido, per lubrificare. “Ok che mi fido di te. Rambo non mi attaccherà nessuna malattia, però...”
“Starò attento, non ti farò male”
“Davvero Steve, quella specie di proboscide... per carità, con questo non voglio dire che non sia carino, ha pure un buon sapore, ma rischia seriamente di mandarmi al creatore! Se spingi un po’ troppo, potrei restare strangolato dal mio intestino!”
Steve scoppiò in una fragorosa risata. “Avrò l’accortezza di non ucciderti con il tuo intestino ma non ti garantisco...” si bloccò.
“Non mi garantisci?”
“Non ti garantisco che non morirai di piacere”
Danny deglutì, poi, ritrovata la solita ironia, ribatté: “Come siamo spocchiosi”
“Solo esperienza”
“Non lo voglio sapere” imbronciato, Danny girò il viso per evitare il suo sguardo. Prontamente, Steve lo voltò dalla sua parte con la mano.
“Per me sei il primo Danny”
“Anche per me sei il primo...”
“Non intendevo uomo. Intendo il primo... il primo essere che mi fa perdere la testa completamente. Il primo essere di cui mi sono innamorato”
La sorpresa fece sussultare Danny: “Dici sul serio?”
“Tu hai amato Rachel, io solo storie di sesso. Certo ho la mia missione. Sono Rambo, come dici tu. Ma di fronte a te, a quello che provo per te Danny, non sono nemmeno un soldato semplice. Meno di una mezza calzetta”
“Io... io..” balbettò l’altro in preda all’emozione.
Steve gli scostò una ciocca bionda che ricadeva davanti agli occhi azzurri: “Tu mi hai completamente disarmato! L’amore che provo per te mi ha disarmato. E per la prima volta in vita mia sono davvero felice. Con te e Grace, sono pronto per una vita di coppia. Sempre se tu lo vorrai”
“Lo voglio! E mi fido di te”. Dopo quella frase non restò che ai loro corpi comunicare quello che la voce aveva enunciato. E non fu poi così doloroso come Danny aveva temuto.


E dopo quindici notti d’amore, non lo era davvero più. Solo la luna a spiarli, a spiare Danny a cavalcioni su Steve, che si puntella per accoglierlo. Che strizza gli occhi cercando di adattarsi a quell’improvvisa intrusione, pregustando già il piacere che di lì a poco lo avrebbe travolto. E Steve a muoversi lentamente, in quella piacevole collisione. Alla confusione del potente orgasmo che li investe lasciandoli annichiliti, senza fiato. Due pugili distrutti dopo in quindicesimo round. Due naufraghi alla deriva. Due innamorati consapevoli di non essere nulla l’uno senza l’altro.


FINE

lunedì 21 marzo 2011

Pride and queer cruise




Sesta parte


La sala ricevimento era stata agghindata per l’occasione. Dopo aver spizzato in giro, Steve prese il suo compagno per un braccio: “Balliamo Danno?”
“Non siamo obbligati a farlo” farfugliò il detective sorpreso.
“Beh infatti non lo siamo... balliamo?”
A Danny scappò un sorrisetto storto. Ok, c’erano altissime probabilità che Steve avesse capito, o che addirittura non solo aveva intuito la natura amorosa dei suoi sentimenti per lui ma che addirittura lo ricambiasse. Sennò perché vorrebbe ballare con me. Sospirò accettando.
Si ritrovarono così a ballare un lento in mezzo ad un’altra dozzina di uomini, alcuni in frak. Sulle loro teste lampadari ornamentali e attorno a loro il via vai dei camerieri. Danny e Steve ballavano abbracciati. Avrebbero potuto tenere una distanza accettabile tra i loro bacini, giusto perché al contrario di quello che erano obbligati a lasciar credere, non stavano insieme... invece i loro inguini erano pressappoco attaccati. Perché sto così bene tra le tue braccia Steve, perché non vorrei essere da nessuna parte ora? Si domandò sull’orlo di una crisi di nervi o semplicemente sul punto di non riuscir più a trattenersi. Guardò davanti a sé, all’altezza delle spalle del compagno. Senza osare spostare la testa verso l’alto, con il rischio di incrociare gli occhi intensamente blu del collega, e non riuscire più a reprimere ciò che provava. “Tutto ok Danno?”
“Sì, certo, tutto ok… Perché?”
“Mi sembri pensieroso”
“Nessun pensiero dolcezza” ehm… dolcezza? Ora non ci sente nessuno... forse dovrei comportarmi normalmente… forse.
“Sono felice.. ora” disse semplicemente Steve, e quella frase cambio letteralmente tutto!
“Sì?”
“Intendo così, abbracciato a te. Ok Danny hai capito, non sono io quello che parla tanto...”
“Ah ok”
“Solo ok?”
A quel punto Danny riuscì a trovare la forza di guardarlo negli occhi: “Anch’io sono felice... tra le tue braccia... è un male?”
“No, non direi...”
“Ma forse è sconveniente... ehm... forse è solo l’atmosfera...”
“Non credo proprio” Steve stava per avvicinare le proprie labbra all’orecchio di Danny quando il suono improvviso di uno sparo unito a delle urla poco virili lo fece trasalire. “Che succede!” gridò staccandosi dal partner. Entrambi scattarono seguendo la scia delle urla. Fattosi strada tra la massa di curiosi, trovarono il ferito: il governatore Barone era riverso a terra. Si toccava la spalla sanguinante. Francisco, al suo fianco, cercava di sostenerlo. Danny si piegò su di loro: “È riuscito a vedere chi ha sparato?” domandò cercando di capire come fossero le sue reali condizioni. Steve si guardò intorno poi corse verso il punto dove gli era sembrato di scorgere dei movimenti sospetti. Giunse verso i corridoi e vide un’ombra allontanarsi furtivamente ma non fu in grado di riconoscere a chi appartenesse. Le sue narici però furono stuzzicate da un odore che gli ricordava qualcuno... ma non riuscì a ricordare a chi appartenesse.
“Maledizione!” sbraitò. Nel frattempo arrivarono i soccorsi. Siccome lo sparo aveva colpito il governatore solo di striscio non ci fu bisogno di far arrivare da Honolulu un elicottero. Furono sufficienti le medicazioni a disposizione dal personale medico della crociera.
Una volta medicato, Danny e Steve raggiunsero Barone nella sua cabina. “Lei pensava davvero di non correre nessun pericolo?” esordì il Seal: “A questo punto ha la prova che si sbagliava” Danny lo fulminò con gli occhi incredulo. Con quell’uscita stava compromettendo la copertura. Al governatore bastò fare uno più uno... “Ma non mi dire... siete due poliziotti!” biascicò toccandosi la spalla ancora dolorante. “Avrei dovuto capirlo che avevate qualcosa di strano... e ditemi, non siete nemmeno una coppia? Non siete nemmeno gay?”
Danny Williams stava per rispondere al posto di Steve quando questi lo bloccò. “Io e Danny ci amiamo, ma questo non è l’argomento in questione. Che qualcuno gliel’ha giurata è pertinente” precisò lasciando il detective esterrefatto. Io e Danny ci amiamo, gli aveva appena sentito affermare. Quasi con indifferenza, non certo con la solennità che avrebbe dovuto avere una frase del genere. O forse non lo pensava davvero, si disse. Forse era un modo per far digerire a Barone che due angeli custodi avrebbero provveduto alla sua sicurezza.
“Dovete capirmi... se non ho voluto protezione è per via di Francisco. Essendo figlio di un narcotrafficante pentito ha vissuto praticamente la sua infanzia tra i gorilla. Non volevo fargli rivivere un incubo simile”
Steve spalancò gli occhi e anche Danny fu commosso da quella rivelazione. Ora capivano tutto. Comprendevano quando l’amore che il governatore provava per il suo compagno fosse grande. Talmente potente da essere disposto a mettere in pericolo la sua vita. “Ma non ha pensato che Francisco soffrirebbe molto di più se la perdesse?” Steve lo aggredì.
“Ora me ne rendo conto. Ma all’inizio pensavo fosse un mitomane. Non volevo rovinarmi la crociera. Tra le elezioni e la mia lotta a favore dei diritti dei gay, Francisco ed io non abbiamo avuto un attimo di respiro. Sentirmi il fiato sul collo dei poliziotti avrebbe rovinato l’atmosfera. Volevo sentirmi libero, sentirci liberi. Ma ora mi rendo conto di aver sottovalutato la faccenda” si accigliò.
Danny gli appoggiò una mano sulla spalla affettuoso: “Stia tranquillo. Troveremo chi l’ha colpita e lo riporteremo a terra in manette. Glielo garantisco”
“E io gli garantisco che farò in modo di mantenere questo” terminò Steve. Dopo averlo lasciato solo nella sua stanza, Danny e Steve senza scambiarsi una parola raggiunsero la loro. Una volta tra le quattro mura l’imbarazzo li colse. Ma insieme all’impaccio anche il bisogno ormai divenuto incombente di confidarsi, di capire. Dopo un lungo sospiro, fu Danny a prendere coraggio. Voltatosi di scatto, si ritrovò faccia a faccia con il collega. “Eri sincero quando hai detto al governatore che ci amiamo?” senza giri di parole. Ma quanto gli costava quella domanda! E in caso di risposta negativa sarebbe risultata non solo inopportuna ma avrebbe innescato una serie di altre domande da parte di Steve alle quali Danny sarebbe stato costretto a rispondere.
“Sono io che te lo chiedo Danny, perché io non ho motivo di mentire. Io ho detto quello che...” s’interruppe come per trovare l’ossigeno “... provo”
“Ok...” Danny abbassò lo sguardo poi sorrise. “È un bel casino!”
“Un bel casino? Dannazione ti ho appena detto che sono innamorato di te e tu riesci solo a dire è un bel casino?” lo pungolò.
“Ora mi rendo conto di una cosa!” alzò la voce il biondino: “Tu lo sapevi! Sapevi che mi piacevi, che mi sentivo attratto da te! Sapevi tutto e malgrado questo non solo non mi hai detto niente ma hai fatto di tutto per provocarmi, per rendermi la vita un inferno!”
Steve sorrise estasiato: “Colpevole Vostro Onore!”
“Bastardo”
“Eri troppo buffo, e le tue fughe in bagno alquanto sospette”
“Ripeto: bastardo fino al midollo! E dimmi un po’: il fatto di farmi stare così male era una sorta di tortura che ti hanno insegnato i tuoi superiori o sei sadico di tuo?”
Steve decise che anche per lui che il momento di battibecchi e recriminazioni, per quanto gioiose e maliziose, era finito. Abbassò il volto vicinissimo a quello del collega. “Sta zitto Danno”
Danny avvampò rendendosi conto che di lì a pochi attimi le labbra carnose di Steve McGarret sarebbero entrate in collisione con le sue. E così fu

lunedì 14 marzo 2011

Pride and queer cruise




Quinta parte

Le labbra di Steve non arrivarono a quelle schiuse del detective. Pochi attimi dopo entrambi gli uomini, probabilmente gli unici eterosessuali di tutta la nave, tornarono tranquillamente ai rispettivi ruoli.
Il pomeriggio proseguì tranquillo e dopo la ricca cena a base di pesce e specialità hawaiane, si concessero una puntatina in discoteca dove con la solerzia di sempre Danny e Steve controllarono che attorno al governatore non ci fossero movimenti sospetti.
Erano ormai le due di notte quando, svogliatamente, si ritirarono nella loro stanza. Un po’ brilli, i due infiltrati scivolarono sotto le lenzuola fresche di bucato e con l’odore salmastro del mare. La seconda notte nello stesso giaciglio, ma, questa volta, almeno da parte del Seal, nessun imbarazzo di sorta. Appena toccata la testa sul cuscino, Steve iniziò a russare rumorosamente, dimentico della situazione. Danny invece non dormiva. Sdraiato di profilo osservava con il cuore in gola il collega steso sulla schiena, il viso rivolto al soffitto, la bocca leggermente aperta, i capelli sparsi in aloni ordinati. Un simulacro di bellezza e virilità. E quando fu sicuro che dormisse profondamente, osò. Con l’indice tracciò una linea immaginaria che partiva dalla fronte e percorse con la delicatezza di un volo di farfalla il volto. Il dito toccò il naso, con estrema cautela le labbra. Boccheggiando le superò per raggiungere il mento e spostarsi sulla gola, il pomo d’Adamo, la fossetta alla base del collo. Danny era in preda ad un’eccitazione senza precedenti. E non solo per il desiderio, atroce, di baciarlo, di spogliarsi e spogliare l’oggetto del suo desiderio, fondere il proprio essere nel suo e lasciare che lui facesse lo stesso. La fantasia divenne così audace e realistica che una fitta dolorosa lo trafisse tra le gambe come se la sua mente fosse stata in grado di simulare quella sensazione. Deglutì. Intanto il dito era giunto al petto vestito solo da una camicia e sotto di essa Danny immaginò la pelle calda, la peluria soffice e attraente. Malgrado il buio e l’emozione riuscì a indovinare dove fossero i capezzoli. Ne accarezzò uno attraverso la stoffa, ormai in balia di quelle emozioni travolgenti. Capì di essere vicino al rilascio quando la sua mano, ormai autonoma, scollegata dal cervello, raggiunse gli addominali tesi nonostante la pace del sonno. Steve McGarret era sempre vigile, pronto a scattare anche mentre dormiva! Sorpassò anche il ventre. Tra la camicia semi aperta e i pantaloni tenuti a vita estremamente bassa, le dita di Danny trovarono la peluria pubica e fu in quell’istante che il suo polso si ritrovò bloccato dalla stretta decisa della mano di Steve. Allora ho avuto l’impressione giusta! Non dormiva del tutto! Pensò sentendosi morire. Ebbe l’impressione di trovarsi alla deriva. Immaginò che ora Steve avrebbe fatto della sua mano poltiglia e del suo imbarazzante tentativo di seduzione la peggiore delle idee possibili. Tornò alla realtà, una realtà che era forse peggiore dell’incubo da sveglio nel quale era incappato. Quando lo sentì bofonchiare qualcosa che assomigliava tantissimo ad un “sì” gutturale, Danny riuscì in qualche modo a voltare il capo verso l’alto e vide Steve, ancora dormiente, mugugnare. Ok, che sta succedendo? Intanto che se lo chiedeva, la mano di Steve spinse con decisione quella di Danny verso il basso, sull’erezione ancora perfettamente custodita nel suo involucro. Il palmo del detective accettò senza remore e fu così che si trovò a palpeggiare quella tensione. E Steve, che davvero dormiva ma di questo Danny non ne era del tutto sicuro, a muovere su di sé la mano del collega. A quel punto al biondino bastò accarezzare una quindicina di secondi se stesso per raggiungere l’apice, vergognandosi subito come il peggiore degli sporcaccioni. Nel frattempo, probabilmente caduto in una fase di sonno più profondo (o meno profondo) la stretta di Steve venne meno e così Danny fu libero di togliere la mano dal pacco. Nel giro di poco partì diretto in bagno a cambiarsi e a torturarsi. Non posso continuare così! Si disse mentre una paranoica sequenza di accuse e dubbi lo travolgeva come una valanga.

Il giorno seguente fu tremendo per Danny. Ogni volta che guardava Steve riviveva vividamente gli avvenimenti notturni. Non che si fosse pentito, aveva imparato ad essere onesto con se stesso e capiva che quella era l’unica cosa da fare quando si ha un problema. C’era passato con Rachel, ora avrebbe risolto la faccenda pure con Steve, decise solerte come sempre. Forse gliene avrebbe addirittura parlato. Mentre facevano colazione sul ponte, nella sua mente iniziò a sciorinare il discorso dove ammetteva di provare delle ‘pulsioni’ di tipo ‘sessuale’ per lui. Arrossì al pensiero, fatto che non passò inosservato: “Tutto ok Danno?”
“Perché?”
“All’improvviso sei diventato bordeaux”
“Mi sa che ieri ho preso troppo sole”
“Ma se fino a cinque minuti fa sembravi pallido!”
“Beh perché ho dormito poco stanotte...” accidenti!
“E perché avresti dormito poco?”
“Bah, che ne so! Dormire in nave non mi è congeniale, tutto qui” smorzò la curiosità del collega provando a mettere giù una fetta biscottata con marmellata. Steve, intenerito da quell’atteggiamento, ebbe l’insano istinto di accarezzargli la mano che spalmava ma si frenò. Non ricordava nulla degli avvenimenti della notte ma sapeva benissimo cosa turbava l’animo di Danny: la vicinanza. Mai prima di allora erano stati così vicini e così prossimi ad un’intimità con tutti i crismi. Anche lui moriva dalla voglia di abbattere quella barriera eretta tra loro. Di baciarlo, di chiudersi in camera e fare l’amore fino a restare privi di energia... Anche Steve stava per dire qualcosa di quasi compromettente quando qualcuno picchettò sulla sua spalla: si trattava della solita addetta che si occupava dell’organizzazione degli eventi. “Mi scuso per il disturbo ma ci tenevo a ricordarvi che stasera ci sarà il ballo di gran galà e tutti gli ospiti della nave sono tenuti ad indossare il miglior abito! Il frac sarebbe gradito” li avvisò e sorridendo si congedò dal duo. Danny provò a sorridere a sua volta. Quella figura, ne maschio ne femmina, lo metteva a disagio e tutte le volte che se lo (la?) ritrovava davanti s’innervosiva. Anche a Steve faceva un effetto simile.
“Ce l’hai il frac Steve?” domandò sogghignando finalmente di nuovo rilassato.
“Una specie, e tu?”
“Sicuro! E sono certo che sarò il più elegante di tutti”
“Il nanerottolo più elegante di tutti hai detto?”
“Haha, spiritoso il gigantone!” gli tirò un pezzetto di pane. Steve si riparò scherzosamente con un piatto ma quando fu certo che l’altro avesse abbassato le difese, gli lanciò a sua volta un chicco d’uva che colpì il detective sulla fronte. “Bastardo!”
“Hai iniziato tu!” continuarono a punzecchiarsi per almeno dieci minuti buoni fino a quando anche le ultime maestranze ebbero lasciato la sala. A quel punto si videro costretti ad alzarsi.
Pigramente giunse la sera. Steve e Danny si cambiarono rispettivamente in bagno e di fronte al letto. Danny come sempre scelse la toilette. Finalmente uscì. Per sua fortuna Steve McGarret era già pronto.
“Wow!” accolse l’amico con un’esclamazione e uno sguardo affascinato.
“Vuoi dire che ti piace il nanerottolo?”
“Sei il mio nanerottolo” affermò con la voce più dolce che teneva nascosta per le grandi occasioni.
Danny tossicchiò nervoso: “Sarà meglio che ci avviamo sennò rischiamo di essere gli ultimi e tutti ci noteranno e comunque...”
“Sì?”
“Stai molto bene anche tu Steve, davvero affascinante... ”
“Grazie, vuoi dire che sono un degno fidanzato?”
Gli occhi del biondino divennero lucidi e non riuscì a celare quello che il suo cuore conservava così gelosamente: “Sei meraviglioso, non so cosa diavolo si potrebbe volere di più” così dicendo accettò la sua mano e Steve, confuso e ubriaco di felicità, la strinse nella sua.
Come una perfetta coppia di innamorati si avviarono verso la loro serata danzate.

lunedì 14 febbraio 2011

Pride and queer cruise




Fandom: Hawaii five 0
Pairing: Danny Williams/ Steve McGarrett
Storyline: corrente
Spoiler: probabilmente
Rating: slash


Un grazie specialissimo a Mary che mi ha dato la possibilità di conoscere Danny Steve, due muse spettacolari... kisss


Seconda parte

Il giorno seguente mischiati ad altre coppie dello stesso sesso e single, Steve e Danny attendevamo di essere imbarcati per partecipare all’esclusiva crociera gay che avrebbe fatto tappa tra le più belle isole dell’arcipelago Hawaiano.
Dopo battibecchi vari avevano scelto un look informale: camicia in perfetto stile hawaiano e pantaloni al ginocchio. Le calzature però confermavano il loro voler restare poliziotti pronti a correre dietro il nemico: scarpe da ginnastica! Danny avrebbe preferito un completo due pezzi e avrebbe rinunciato persino alla cravatta, ma sapersi con una buffa camicia e un pantalone altrettanto ridicolo, lo faceva torcere dal nervoso. Poi l’occhio cadde sul compagno e uno sbuffo di riso incontrollato affiorò sul suo viso.
“Smettila di sfottere, non sei conciato meglio di me”
“Incredibile! È come vedere Rambo pronto per una gita al mare!”
“Finiscila” Steve oscillò la testa e di lì a poco furono lasciati passare. Si accodarono agli altri gruppetti e dopo alcune rampe arrivarono finalmente nella parte intermedia della nave. Come di prassi, bellezza e lusso la facevano da padrona. La bellezza esotica del panorama, con il mare cristallino e i gabbiani a giocare a rincorrersi nel cielo fuori e il lusso di tutto ciò che guardavano e calpestavano. L’oro predominava sul resto così come gli specchi, posti ovunque a ricordare a Danny e Steve che stavano compiendo un lavoro sotto copertura, tra l’altro per scongiurare la morte di un noto politico, e mettendo in pericolo la propria vita. Allora perché si sentivano come due clown?

Dopo aver consumato un ricco cocktail di benvenuto, una mezza donna con un vestito dal taglio maschile ma perfettamente truccata con tanto di parrucca, un caschetto nero e liscio, descrisse il programma della giornata, le tappe della crociera e informò i passeggeri che di lì a poco sarebbero stati condotti nelle loro magnifiche cabine. Allo sola idea di trovarsi in una stanza super elegante e super romantica, probabilmente provvista di un solo letto matrimoniale, le gote di Danny divennero color porpora.
Prima di essere alloggiati furono condotti nella sala conferenze dove erano state collocate decine di sedie di fronte ad un palco. Dopo pochi minuti di attesa, il governatore dell’Alabama Mr. Michel Barone fece il suo ingresso, al suo fianco Eduard Francisco, l’ex collega di Chin nei Peace Corps. Entrambi due uomini affascinanti ed estremamente normali, ebbe modo di notare Danny che, come lo stesso Steve, conservava un’immagine dei gay un tantino retrograda. Invece, Michel e Eduard apparivano maschili, in perfetta forma, aitanti e sicuramente molto, molto innamorati. Il discorso verté da prima sulla magnificenza delle Hawaii, sull’organizzazione fantastica che aveva permesso quella crociera e poi, lungamente, di diritti dei gay. Fu in quella che a Danny scapparono un paio di sbadigli di troppo, presto redarguito dal suo ‘compagno’ con una gomitata.
“Che c’è? Tu non ti annoi Steve?” nella sua voce ironia.
“Shiiii, finiscila!”
Steve, ebbe modo di notare, sembrava tutt’altro che annoiato. Il detective considerò con grande stupore che non sembrava affatto recitasse la parte di un omosessuale attento alle rivendicazioni di quelli come lui, ma che fosse davvero interessato all’argomento!
Alla fine del convegno, gli ospiti furono guidati nel punto informazioni dove la stessa front office che aveva dato loro il benvenuto, indicò a ciascuno la propria cabina, compresi Danny e Steve. Fingendo un’indifferenza che nessuno dei due poteva vantare, si mossero lungo una mezza dozzina di corridoi e scale fino a giungere di fronte alla dimora loro destinata. Dopo una tossita nervosa, Steve lasciò a Danny l’onore di far scorrere la scheda magnetica nella feritoia.
“Prima te amore” lo incitò ironico.
“Dovresti prendermi in braccio lo sai?”
“Non rompere Danny, non ci siamo mica sposati e questa non è la nostra casa”
“Scommetto che Rambo nemmeno ce la farebbe a tirare su queste centocinquanta libbre!”
“Dici?”
Senza nemmeno che se ne potesse rendere conto, Danny si ritrovò a guardare il soffitto: Steve non solo lo aveva sollevato ma lo stava come niente trascinando verso il letto.... e che letto! Con un tonfo deciso, il detective planò sul comodo talamo, un’alcova degna del più romantico dei viaggio di nozze. Leggermente affannato Steve si piegò su di lui. La mano alla sua destra, l’altra per scostare una ciocca bionda sfuggita alle altre gelatinate.
“Hai perso la scommessa”
“Non abbiamo scommesso niente!” riuscì a ribattere Danny con un filo di voce. L’emozione di trovarsi sdraiato su di un letto con Steve pressato su di lui che non trovava di meglio da fare che carezzarlo, stava generando nell’americano un’emozione anche più spossante rispetto a tutte quelle con cui da tempo conviveva. Se non riesco a calmarmi in una situazione dove siamo ancora tutti vestiti e in pieno giorno, come farò di notte e magari mezzi nudi? Si chiese tremando, mentre gli occhi intensamente blu e indagatori continuavano a studiarlo.
“Tutto ok Danno?”
“Vorrei farmi una doccia, mi lasci passare?” fintamente stizzito, Danny spostò il braccio del compagno che gli impediva di alzarsi e lo superò. Dopo una tossita nervosa riuscì finalmente a raggiungere il bagno. Anche quella stanza gridava lusso e sensualità. Sospirando si tolse gli abiti rabbiosamente. L’idea di essere nudo con un solo muro a dividerlo da Steve lo mandava in panico. Cercando di scacciare quel pensiero dalla testa, si buttò a capofitto sotto l’acqua.

Nel frattempo Steve guardava la porta che lo divideva da Danny sospirando di piacere. Già pregustava il momento nel quale sarebbe uscito, sicuramente rosso in volto, con l’accappatoio a coprire la nudità. Al pensiero qualcosa sfarfallò nel suo stomaco, gli succedeva tutte le volte che si trovava in una situazione ambigua con lui o tutte le volte che pensava a lui senza niente... eccitandosi scosse la testa. Si accusò per quello che sentiva: “Non posso stare qui, lo metterei in imbarazzo” mormorò. Decise di alzarsi. Avrebbe fatto una ricognizione. Ritornato il Seal impavido e ragionevole, ricordò a se stesso che erano in quella nave da crociera per una missione, non certo per un viaggio di piacere. “Piacere... ” la parolina gli sfuggì dalle labbra. Sarebbe bastato così poco, pensò. Attendere che Danny uscisse dal bagno. Scambiarsi uno sguardo carico di tensione. Steve iniziò a fantasticare sul proseguo e le immagini si tramutarono ben presto un filmino porno! “Ok basta così” provò a convincersi. Ma arrivato alla porta un’altra volta tentennò: aveva capito già da tempo che pure Danny provava attrazione per lui. Un’attrazione tra l’altro molto forte, tale da superare anche quella barriera di razionale perbenismo che lo contraddistinguevano. Sapeva che sarebbe bastato poco, niente chiacchiere, niente tecniche di seduzione. Pensò che Danny non avrebbe voluto parole da lui, non si sarebbe aspettato parole da lui. Ma un bacio, un bacio improvviso, di quelli che tolgono il respiro, che non ti fanno ragionare, o che ti fanno finalmente ragionare...
“Piccolo Danny, se solo sapessi che anch’io provo per te le stesse cose...” con quel pensiero riuscì finalmente ad aprire la porta e lasciare la cabina.

sabato 12 febbraio 2011

Benvenuti


Ciao a tutti! Questo blog è stato creato per tutti quelli che amano Steve e Danny, la magnifica coppia di Hawaii five 0.
In questo Blog saranno presenti foto, fan fiction, video e aggiornamenti riguardanti il telefilm che ricordiamo sbarcherà in Italia il 27 Febbraio su rai due, in seconda serata.
Spero che saranno in tanti ad apprezzarlo come è successo a me e come sta succedendo in USA dove il remake del Hawaii zero cinque, è divenuto già telefilm di culto.